FEDERAZIONE DI RAVENNA

logosifedravenna

SINISTRA ITALIANA

NEWS & COMUNICATI

17/10/2017, 17:24

ospedale,lugo,tagli,chiusura,sanità



UN-PADIGLIONE-NUOVO-PER-UN’OSPEDALE-CHIUSO.----di-Valeria-Ricci-SI-Federazione-Ravenna


 di Valeria Ricci SI Federazione Ravenna



Anche a Lugo, come nel resto della provincia e della penisola, itagli alla sanità colpiranno gli ospedali, la tecnica della ristrutturazione, applicataa molti ospedali poi chiusi, funge da distrazione per i cittadini.  

Apprendiamo dai giornali che il progettoper la ristrutturazione del padiglione D dell’ospedale di Lugo ha ripreso ilsuo iter con grande entusiasmo degli amministratori della Bassa Romagna.  

Peccato che dal 2011 ad oggi sono statitolti o depotenziati i reparti con specialistiche chirurgiche (Es: Traumatologia, cardiologia U.T.I.C.,chirurgia, otorino e medicina generale) perrimpiazzarli oggi con alcuni ambulatori diagnostici e day hospital. Non cisarebbe nulla di male nella ristrutturazione del padiglione, se non fosse che inquesto progetto fenomenale non si fa assolutamente menzione di un ritorno dellachirurgia generale né di un potenziamento di ostetricia, la quale invece èstata trasferita con pediatria nel padiglione A, senza ripristinare i partiprogrammati e l’epidurale. Al momento non si vede neppure una promessa dinomina dei primari per i reparti rimasti sprovvisti.  

Dulcis in fundo si annuncia la granderiorganizzazione (o ristrutturazione estetica?) del pronto soccorso, per unamaggiore "funzionalità" e tempi di degenza più brevi.  
Le domande che poniamo a questo puntosono: 
Come si fa a riorganizzare un reparto chenon ha un primario dal 2015? 
Come si danno ai cittadini maggioriservizi, in tempi più brevi, senza aumentare letti, medici, infermieri, operatori socio sanitari epersonale tecnico?  

Insomma a Lugo, come nel resto dellapenisola, si sta attuando la solita tecnica della ristrutturazione degli ospedalicome specchietto per le allodole con lo scopo di mascherarne lo svuotamento da qualsiasicompetenza specialistica o terapeutica, per citare solo i casi presenti nellanostra regione possiamo ricordare il trattamento riservato all’ospedale diFaenza, a quello di Imola, al Bufalini di Cesena o all’ospedale di Vergato e a quellodi Modena.   

Uno svuotamento che costringe i cittadinia rivolgersi ad ospedali sempre più lontani dalle città di provenienza o allasanità privata. 

L’ultima domanda che ci poniamo è: ilDott. Tonini dove ha preso il dato citato dai giornali, per il quale il 90,5% deicittadini ha scelto di curarsi nelle strutture ospedaliere pubbliche dellaRomagna? E in quali strutture si sono diretti? Certamente non all’ospedale diLugo visto lo smantellamento sistematico di tutti i reparti specialistici perpoi trasferirli a Ravenna.   

Valeria Ricci 
Sinistra Italiana 
Federazione di Ravenna


1
Create a website